FMI ed altre istituzioni internazionali

22 AGO 20
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Va premesso che il presidente Monti nell’attuale contesto politico ed economico non ha alternative. Tuttavia alcune prese di posizione e dichiarazioni provocano sconcerto, se non sconforto. Il rappresentante del fondo monetario sostiene che l’Italia abbia fatto progressi “enormi”. Meno male!Il pil è calato dello 0,8 per cento, il debito pubblico ha raggiunto un nuovo record di poco sotto i 2000 miliardi di euro, lo spread balla pericolosamente intorno a 450 punti. Se questi sono progressi! Monti al tempo della discesa del differenziale rispetto ai titoli tedeschi aveva sostenuto che non sarebbe più risalito: da allora si è ripreso 100-150 punti. C’è veramente da mettersi le mani nei capelli se pensiamo che, non solo l’Italia, ma l’intero pianeta è governato in buona misura da personaggi di questo tipo. Danno l’impressione di darsi forza l’uno con l’altro, di cercare di fare squadra (consorteria?) più che di offrire soluzioni convincenti e praticabili per i gravi problemi che affliggono tanti paesi. Non essere riusciti a risolvere il caso Grecia, che vale molto meno di una media multinazionale, è imperdonabile. Anche e, soprattutto, perché rischia di scatenare un effetto domino (come ha sottolineato Giulio Tremonti) che potrebbe veramente spazzare via buona parte dell’Europa e non solo. E allora altro che disoccupazione al 10%, altro che precariato, altro che “crollo” dei consumi. Cosa rimane? Poco, molto poco: ci vorrebbe una seria rivoluzione di popolo, anzi, dei popoli, ma non contro qualcosa o qualcuno, ma per qualcosa: ottenere che le nazioni del vecchio continente si rendano conto, con la loro classe dirigente più concreta e responsabile, della gravità della situazione, abbandonino gli egoismi e le miopie eccessivi, collaborino fra di loro e, con i grandi mezzi di cui potrebbero disporre se si muovessero unite, disinneschino questa spirale drammatica che fa solo il gioco della speculazione (che diversamente è quasi impossibile contrastare).